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La Cantina Su’entu si trova a pochi chilometri dal comune di Sanluri, una città che custodisce un’antichissima tradizione agricola. Lo stesso toponimo Sanluri deriva dalle parole logu de lori, il posto del grano: un omaggio alla fertilità del terreno che ne faceva, ieri come oggi, un luogo ideale per tutti i tipi di coltivazione.

In questi luoghi la storia non si è mai fermata a riposare.

“La nostra famiglia ha origini contadine: nonno, Ernesto Pilloni, possedeva già a inizio degli anni ’50 terreni dedicati all’agricoltura e vigneti da cui produceva Nuragus e Monica, ma si specializzò poi nel commercio di cereali e legumi, nel quale lo affiancarono presto i figli. Per i successivi 40 anni l’impegno della famiglia fu poi nel settore del commercio.

Il richiamo della terra però, si sa, è forte così il terzogenito di Ernesto, Salvatore, nostro padre e fondatore della cantina, ha scelto di tornare alle origini per consolidare un legame già profondo con la propria terra e le proprie radici. Noi lo abbiamo seguito e quello che era un suo sogno è diventato una nostra passione e la nostra missione quotidiana.”

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Qui, nel lento trascorrere del tempo, vissero popolazioni prenuragiche, nuragiche, puniche, romane. Poi nel
medioevo gli Arborea, gli Aragonesi e successivamente i piemontesi e il Regno di Sardegna.
Ogni cultura ha lasciato i segni della propria presenza, a volte nascosti tra le spighe di grano di un campo
coltivato altri più imponenti come le fortezze nuragiche di Barumini e Villanovaforru oppure come i castelli
medioevali di Sanluri e Las Plassas.

La Marmilla

Il profilo di questo territorio, con dislivelli talmente dolci da ricordare agli antichi abitatori un seno materno, dà origine al toponimo Marmilla.

Il suo terreno calcareo argilloso è povero, ma perfetto per la vite che trova le condizioni ideali per generare uve che donano prodotti di alta qualità.

Palcoscenico naturale di vite

Il clima è quello tipico mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e poco piovose, e le escursioni termiche che si verificano tra giorno e notte sono un toccasana per la viticoltura. Il nostro vento completa l’opera: fin dalle prime ore del mattino asciuga l’umidità della notte e preserva le nostre coltivazioni da muffe e proliferazioni batteriche.

“La nostra famiglia ha sempre amato Sanluri, perché è casa, e ha sempre creduto in questa terra e nel suo potenziale. Per questo non abbiamo esitato a lavorare sodo per riportare la natura al suo antico splendore e siamo stati i primi a produrre un vino, il Bovale, proprio con la denominazione Marmilla Igt.”

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Grazie alle condizioni ideali per la viticoltura che questa terra ha sempre offerto, sin dal secondo dopoguerra a Sanluri era presente la cantina sociale “Marmilla” alla cui, negli anni di massimo splendore, veniva conferita una quantità di uve pari alla metà dell’attuale produzione isolana. Purtroppo, per una serie di eventi negativi, la cantina sociale negli anni ’90 cessò la sua attività e, nello stesso periodo, si diede inizio a una massiccia campagna di espianti dei vigneti. Questi due eventi provocarono la scomparsa di oltre 2000 ettari vitati.
Poco meno di vent’anni dopo, la nascita di Su’entu è stata importante anche per aver riportato in vita una tradizione che rischiava di essere persa per sempre.

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